L’importanza di scegliere le cime giuste

Quando si avvicina il momento di scegliere o sostituire le cime della nostra imbarcazione ci si trova spesso spiazzati dalla moltitudine di prodotti disponibili. Negli ultimi vent’anni il mondo delle cime tessili ha avuto un’evoluzione molto marcata e la disponibilità di fibre ad alta tenacità ed alto modulo ha reso possibile lo sviluppo di numerosi prodotti. Tutti questi nuovi prodotti sono andati ad aggiungersi a quanto già disponibile rendendo la scelta delle cime una attività molto complessa.

Il primo suggerimento

Il primo suggerimento è quello di individuare le proprie priorità: anche se può sembrare scontato, valutare con attenzione come verrà utilizzata la barca per la maggior parte del tempo aiuterà a trovare il prodotto più corretto. Sarebbe inutile avere una scotta estremamente performante ma poco “amichevole” con le mani, solo per fare una regata ogni qualche mese. Decisamente più importante che sia confortevole e con una buona performance per l’utilizzo prevalente. Va comunque tenuto presente che la maggior parte delle manovre di bordo richiederà una buona capacità di reggere il carico e un basso allungamento.

Il budget

Il budget che vogliamo destinare alle cime è altrettanto importante: ci aiuterà a definire la tipologia di prodotti da prendere in considerazione rendendo più snella la scelta. Amo fare un paragone con il mercato delle auto, di immediata comprensione; così come gli pneumatici devono trasferire la potenza del motore alla strada e garantire trazione e sicurezza, allo stesso modo le cime dovranno trasferire la potenza delle nostre vele e garantire altrettanta sicurezza e performance accoppiandosi perfettamente con l’attrezzatura di bordo.

La composizione delle cime

Dopo essersi fatti un’idea dei requisiti che dovrà avere la nostra cima è necessario comprendere quale fibra e quale tipologia costruttiva soddisferanno tali richieste. È indubbio che la maggior parte delle proprietà prestazionali di una cima risiedano intrinsecamente nelle sue fibre.

Il tipo di fibra e la costruzione di una cima possono essere selezionate in diverse combinazioni per meglio soddisfare le vostre esigenze. Teniamo presente che il processo di selezione spesso comporta alcuni compromessi relativi alle prestazioni o ai costi. Ecco perché valutare bene le proprie priorità sarà il primo passo verso la scelta corretta della “miglior” cima per la nostra applicazione e non della “miglior” cima in valore assoluto.

In elenco le principali caratteristiche delle fibre con cui vengono prodotte le cime:

  • Poliestere – Le fibre di Poliestere si caratterizzano per alta tenacità, discreta leggerezza e resistenza all’usura. Il Poliestere risulta inoltre resistente alle pieghe e agli agenti chimici e fisici. Tutte queste caratteristiche, unite al basso coefficiente di assorbimento dei liquidi, rendono questo materiale ideale per un largo numero di applicazioni.
  • Il Poliammide (Nylon) è un materiale che si caratterizza per resistenza all’usura, buona tenacità e soprattutto per la notevole elasticità. Le fibre di poliammide risultano adatte in tutte quelle applicazioni dove è richiesta grande capacità di assorbimento elastico, come ad esempio le cime d’ormeggio o le corde da alpinismo.
  • Dyneema® – UHMWPE (ultra high molecular weight polyethylene) – Sviluppato e prodotto dalla olandese DSM, il Dyneema® è spesso confuso con lo Spectra®, materiale similare ma con prestazioni leggermente inferiori. Il Dyneema® è un polietilene ad alto modulo dalle eccezionali caratteristiche in termini di tenacità (a parità di peso risulta da dieci a quindici volte più resistente dell’acciaio a seconda del tipo), modulo e resistenza all’abrasione. Questo materiale, caratterizzato da una notevole leggerezza (ha una densità inferiore a quella dell’acqua), garantisce inoltre una eccellente resistenza agli agenti chimici e ambientali ed ha una ottima durata nel tempo. Unico vero limite di questo materiale è la limitata resistenza alle alte temperature.
  • Il Kevlar® è una fibra aramidica il cui marchio è di proprietà della DuPont de Nemours. Questa fibra, riconoscibile per il caratteristico colore giallo, si distingue per un alto modulo e per un’alta resistenza al calore (decompone senza fondere a circa 400° centigradi). Il Kevlar®, a parità di peso, risulta cinque volte più resistente dell’acciaio e garantisce una buona stabilità sotto carico. Questa fibra risulta sensibile ai raggi UV.
  • Il Vectran® (Liquid Crystal Polymer) è un poliestere basato sulla tecnologia dei cristalli liquidi prodotto dalla Kuraray Co.Ltd. Questa fibra si caratterizza per una buona resistenza all’abrasione ed alla temperatura e per una tenacità e un modulo molto elevati. Oltre a garantire un basso assorbimento di umidità, il Vectran® risulta stabile sotto carico presentando un creep estremamente basso fino al 50% del carico di rottura. Questa fibra è molto sensibile ai raggi UV.
  • Il Technora® è una para-fibra aramidica sviluppata e prodotta in esclusiva dall’industria chimica Teijin Limited che l’ha resa disponibile sul mercato dal 1987. Questa fibra annovera, tra le principali caratteristiche, un’alta resistenza alla trazione, un alto modulo elastico e un’ottima resistenza al calore e agli agenti chimici. La resistenza alla trazione di Technora® è di 8 volte superiore all’acciaio e 3 volte più forte della vetroresina poliestere e nylon di pari peso. Rispetto alle altre fibre ad alta tenacità, Technora® ha un’ottima resistenza alla fatica. Technora® ha una struttura molecolare rigida e molto orientata che porta ad un alto modulo di elasticità, basso creep e basso stress al rilassamento. Technora® mostra una alta resistenza agli acidi, agli alcali e ai solventi organici. É, inoltre, resistente al vapore e all’acqua di mare.
  • Il CORDURA® appartiene alla famiglia dei nylon 6,6 ad alta resistenza e tenacità di INVISTA. Nota per l’ottimo rapporto resistenza/peso e per l’eccezionale resistenza all’abrasione, la fibra CORDURA® è la scelta ideale per le applicazioni dove siano richiesti buon grip e ottima resistenza.
  • Il PBO, commercialmente denominato Zylon®, prodotto dalla giapponese Toyobo Co., si distingue per tenacità e modulo di gran lunga superiori alle fibre aramidiche e per una notevole stabilità sotto carichi costanti, che ne consentono l’uso anche come sostituto del tondino di acciaio per il sartiame. Riconoscibile per il caratteristico colore giallo oro (più scuro rispetto al Kevlar®), questa fibra gode di un’elevata resistenza all’abrasione e soprattutto di un’eccellente resistenza al calore, sopportando temperature molto superiori rispetto alle fibre aramidiche. Il PBO Zylon® è però molto sensibile ai raggi UV e all’umidità.

La qualità delle cime

Il pacchetto di cime non è sicuramente il miglior componente su cui cercare di economizzare; così come accennato precedentemente, prestazioni e sicurezza della vostra imbarcazione sono direttamente collegate alla qualità delle cime. Le aziende produttrici investono tempo e denaro per riuscire ad offrire la cima giusta per ogni manovra di bordo, questo si traduce in un beneficio per gli utilizzatori che avranno un vantaggio in termini di performance e durata. Scegliere il materiale sbagliato o più economico può risultare più oneroso che affrontare la spesa per acquistare il prodotto corretto per l’applicazione. Acquistare una scotta con la calza tutta in Poliestere su una manovra dove abbiamo tantissimo carico e attrito sui verricelli può portare ad un prematuro consumo della calza fino ad una fusione delle fibre dovuta dal calore generato dal grip calza\verricello. Investendo in una “calza” tecnica realizzata con un blend di materiali resistenti al calore e all’abrasione può nel medio periodo risultare estremamente più conveniente. In molti casi affidarsi alle mani esperte di un rigger o di un rivenditore è la scelta vincente.

Alcuni esempi

Possiamo ora fare alcuni esempi prendendo in considerazione le necessità di un moderno cruiser-racer e valutare dove risulterà più vantaggioso investire il budget a nostra disposizione.

Le drizze sono le manovre su cui l’evoluzione dei materiali ha portato le differenze più evidenti e dove i benefici di un prodotto evoluto sono evidenti anche su una barca da crociera. È indubbio che la sostituzione delle drizze in poliestere con drizze in Dyneema® porta immediatamente alcuni vantaggi. Il primo è la possibilità di ridurre il diametro della manovra previa verifica che l’attrezzatura di bordo risulti adatta a questo cambiamento. Non è infrequente avere problemi di tenuta nello stopper causati della riduzione del diametro della drizza. Gli stopper sono progettati per garantire il massimo del loro carico di lavoro con la cima del diametro maggiore che possono accogliere. Il vantaggio in termini di peso è comunque considerevole anche nel caso di sostituzione a parità di diametro. Teniamo presente che nel caso delle drizze il peso risparmiato è in alto, il che ha l’ulteriore vantaggio di migliorare la stabilità della barca.

Un altro indubbio vantaggio delle drizze con l’anima in Dyneema è il minore allungamento che porterà dei benefici sulla regolazione delle vele rendendole più performanti. Il mio personale consiglio è di non rinunciare al Dyneema per drizza randa e drizza fiocco dove i benefici sono maggiori e nel caso di budget limitato scegliere una buona drizza in poliestere per il gennaker o lo spinnaker.

Per quanto riguarda le scotte anche in questo caso l’adozione del Dyneema porta con se tutti i vantaggi sopra elencati, ma per il loro utilizzo le scotte necessitano anche di una attenta valutazione della composizione della calza. Se è vero che un buon poliestere garantisce un utilizzo all-round della cima, un mix di fibre più performanti può aiutare a risolvere alcuni problemi e aumentare le prestazioni e il comfort di utilizzo. Se prendiamo ad esempio le scotte del genoa o del fiocco di una barca moderna e performante, spesso la calza in poliestere degrada notevolmente già dopo le prime uscite, cosa tanto più vera quanto più sono nuovi i verricelli. Questo perché il carico di lavoro a cui è sottoposta la scotta combinato con l’attrito che si genera sulla campana del verricello rende il poliestere inadeguato. Ecco perché negli ultimi anni abbiamo visto diventare sempre più popolari i mix tra il poliestere e le fibre cosiddette esotiche come il Kevlar o il Technora. Queste fibre, essendo particolarmente resistenti al calore e all’abrasione, garantiscono una miglior durata e un miglior feeling durante la regolazione della scotta.

Sulle cime di ormeggio si potrebbero scrivere centinaia di pagine, aneddoti e situazioni vissute potrebbero intrattenervi per ore. In questo articolo mi preme evidenziare che spesso sono la prima delle cime della vostra barca che si vedono e sono anche quelle a cui è assicurato il vostro investimento. Scegliere consapevolmente un buon prodotto da ormeggio ci aiuterà a dormire sonni più tranquilli, non solo metaforicamente parlando. Degli ormeggi che scricchiolano o fanno rumore possono sicuramente peggiorare la qualità del vostro sonno e di quello dei vostri ospiti. Ecco perché è consigliabile optare per una cima d’ormeggio a doppia treccia, in grado di coniugare la grande elasticità di un’anima in Nylon (poliammide) con una costruzione più flessibile che assecondi in modo più dolce e silenzioso gli spostamenti dell’imbarcazione

Quanto esposto nell’articolo vuole essere uno spunto di riflessione sull’importanza della scelta delle cime di bordo che troppo spesso vengono considerate un accessorio di secondaria importanza. Considerata l’impossibilità di trattare l’argomento in modo esaustivo ed approfondito in un articolo così breve, ho preferito elencare degli spunti di riflessione che spero abbiano acceso la vostra curiosità e vi rendano più consapevoli ed esigenti nella scelta delle vostre prossime cime, eventualmente supportati dal valido consiglio di un rigger esperto.

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